29 marzo 2007

Il sogno nel cassetto

Chi non ha mai avuto il proprio sogno nel cassetto? Da grande sarò un’astronauta, una ballerina, un’agente segreto… Idee chiare, modelli precisi con cui identificarsi, scelte di vita coerenti e funzionali. Beh, sarà che forse in questo periodo dell’anno più che mai mi capita di mettermi davanti allo specchio della soddisfazione ma fatto sta che ancora una volta mi ritrovo a chiedere a me stessa chi sia diventata, cosa abbia ottenuto e se ciò mi gratifica, dove mi immaginavo dieci anni fa e cosa sarò in grado di realizzare per il mio futuro, cosa voglio, qual’è la mia vera meta personale. Ebbene, devo ammettere a me stessa di non essere ancora una volta in grado di darmi risposte precise. Una cosa però oggi mi è finalmente chiara: l’artefice dei miei successi e dei miei fallimenti sono stata e sarò solo ed esclusivamente io! Ho acquisito la chiara consapevolezza che ponendomi in una posizione di causa, piuttosto che di effetto, di attore protagonista piuttosto che di paziente/spettatore sarò sempre certa che ciò che otterrò sarà per buona parte determinato dalla mia tenacia, dalle mie doti, dalla mia voglia di sfidarmi, dalla mia capacità di sognare e se anche riuscirò a realizzare soltanto uno dei miei tanti desideri sono sicura che un giorno sarò in grado di guardarmi senza il filtro del rimpianto o del vittimismo. E potrò dirmi che ce l’ho fatta perché davvero ci ho creduto, davvero mi sono battuta, davvero non sono mai scesa a compromessi con la linea immaginaria che delinea le mie aspettative, che decreta il raggiungimento del successo.

20 marzo 2007

Anime gemelle

Palombini ore 19.30: appuntamento di lavoro. Sono riuscita ad arrivare in orario, incredibile! Il telefonino squilla: “ciao, sono qui fuori e tu?” “Si anch’io, eccomi sto scendendo dalla macchina”. Arraffo velocemente il contenuto della borsetta sparpagliato sul sedile, occhiata furtiva allo specchietto, trucco ok, capelli più arruffati che mai, pazienza! Metto in bocca un paio di daygum alito fresco, sempre meglio… E vado. Apro lo sportello, rapida occhiata alle persone vicine all’ingresso, e ora come lo riconosco? Ah ecco, misà che è quello laggiù, eh si, sembra proprio stia aspettando me, certo mi sta salutando! I nostri sguardi si incrociano e il nostro primo sorriso viene spontaneamente alla luce.
Mi avvicino, mani che si stringono, occhi che si incontrano, profumi che si mescolano, sensazioni che affiorano all’unisono. Entrambi lo sappiamo già, è semplice, evidente, naturale, innegabile. Ci siamo “riconosciuti”. Lui si dichiarerà quella stessa sera. Io impiegherò diversi giorni prima di abbassare le resistenze, smontarmi di dosso l’armatura, accettare quella sorta di riconoscimento alchemico. Ma a poco a poco le remore svanirono e con esse paure e preconcetti. E così a distanza di poco più di un mese, quell’affermazione a mio avviso sconcertante fatta da lui quella prima sera, non mi sembra più così assurda e irrealizzabile: “Valeria, non ci sono alternative tra noi, o vieni a lavorare con me o mi sposi” mi disse. A breve capii che mi sarei messa alla ricerca di un nuovo lavoro….

14 marzo 2007

Nuovi orizzonti

Quarto giorno di navigazione. Le coste rappresentano ormai un ricordo offuscato dalla nebbia che quella mattina scese ad avvolgere ogni cosa attutendo immagini, suoni e profumi. Ci avevo passato quasi un terzo della mia vita in quel piccolo porticciolo. Il mio posto era sempre garantito e le mie paure protette e tenute a freno da cime saldamente fissate in banchina. In quegli anni ho visto centinaia di piccole e grandi imbarcazioni affacciarsi con la speranza di poter ormeggiare anche solo per una breve sosta. Anche solo per sfuggire alle violente bufere che imperversavano all'esterno. Mentre io conoscevo i pericoli del mare aperto solo attraverso racconti e leggende e quelli spruzzi di onde infrante contro le alte dighe. Ma ciò non bastava più. Il tempo era ormai perfettamente scandito da routines consolidate e la ripetitività si nutriva della mia materia grigia che da troppo tempo viveva ormai uno stato di torpore atrofizzante. L'irrequietezza cresceva di giorno in giorno finchè la base sicura non si trasformò a poco a poco in una prigione di massima sicurezza. E così quella mattina mi dissi: basta Valeria. Il momento di tagliare le cime è arrivato. "Comandante, sono qui per informarla che sto per lasciare il porto, domani parto." "Come parti?! E per dove...?" "Non lo so. Parto. Mi affaccio al mondo. Vado a sfidare l'immensità. Vado a misurarmi con le mie forze e le mie paure. Vado a sfruttare i venti e le correnti. Vado ad esplorare nuovi orizzonti. Ad ammirare il sole calare in luogo e risorgere in un'altro. Vado ad incontrare nuova gente e a scambiare con loro esperienze e valori. Vado a vivere nuove avventure". Quarto giorno di navigazione. Mare aperto. Dubbi e paure si alternano rapidamente a determinazione e coraggio. Sono sola con me stessa ora ma dalla mia parte un vento amico mi spinge lontano

07 marzo 2007

Niente che non andasse

Non c'era niente che non andasse in lui. E questo era evidente da subito, da quando quella sera, il solito rituale dell'appuntamento congli amici alla stazione trastevere mi aveva riservato un incontroinaspettato. Bastò un solo minuto affinchè il suo sorriso spontaneo,lo suo sguardo dolce e quell'aria da rocchettaro per bene,suscitassero in me quel senso di istintivo affetto. E in quel solo minuto, vidi tutto di noi due. Le corse in motorino allegre espensierate, i lunghi pomeriggi sui libri, le scoperte, i viaggi, isogni, le conquiste. Otto anni e mezzo di noi, un ricordo ormai lontano di una fine indolore da troppo tempo tacitamente annunciata.Non c'era proprio niente che non andasse; come si fà a pensare di lasciare un così bravo ragazzo, mi domandavo. Ma qualcosa mancava, si qualcosa mancava di certo. E così, adesso che so, ora che l'ho conosciuta, sarà impossibile fare a meno di lei. La porto con me in ogni pensiero, incontro, desiderio e nulla mi potrà più seperare dalla mia unica e vera compagna di viaggio perchè senza di lei sarebbe ora impossibile vivere pienamente. Non ci rinuncerò, per nulla al mondo, è la cosa più importante che ho, semplicemente è la mia passione