20 marzo 2007

Anime gemelle

Palombini ore 19.30: appuntamento di lavoro. Sono riuscita ad arrivare in orario, incredibile! Il telefonino squilla: “ciao, sono qui fuori e tu?” “Si anch’io, eccomi sto scendendo dalla macchina”. Arraffo velocemente il contenuto della borsetta sparpagliato sul sedile, occhiata furtiva allo specchietto, trucco ok, capelli più arruffati che mai, pazienza! Metto in bocca un paio di daygum alito fresco, sempre meglio… E vado. Apro lo sportello, rapida occhiata alle persone vicine all’ingresso, e ora come lo riconosco? Ah ecco, misà che è quello laggiù, eh si, sembra proprio stia aspettando me, certo mi sta salutando! I nostri sguardi si incrociano e il nostro primo sorriso viene spontaneamente alla luce.
Mi avvicino, mani che si stringono, occhi che si incontrano, profumi che si mescolano, sensazioni che affiorano all’unisono. Entrambi lo sappiamo già, è semplice, evidente, naturale, innegabile. Ci siamo “riconosciuti”. Lui si dichiarerà quella stessa sera. Io impiegherò diversi giorni prima di abbassare le resistenze, smontarmi di dosso l’armatura, accettare quella sorta di riconoscimento alchemico. Ma a poco a poco le remore svanirono e con esse paure e preconcetti. E così a distanza di poco più di un mese, quell’affermazione a mio avviso sconcertante fatta da lui quella prima sera, non mi sembra più così assurda e irrealizzabile: “Valeria, non ci sono alternative tra noi, o vieni a lavorare con me o mi sposi” mi disse. A breve capii che mi sarei messa alla ricerca di un nuovo lavoro….

1 commento:

Anonimo ha detto...

Interesting, sto leggendo il tuo BLOG, magari non vengo ai tuoi aperitivi, non bevo con chi non conosco o che non abbia i punti scaduti per effetto alcolico, o senza Anthony Bourdain ma ti tengo d'occhio... adoro le persone che fanno tanto per godersi la vita costringendo gli altri a divertirsi =)
Salutami Palombini, vecchio mio amico..

cheers
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