A volte ci perdiamo. Dimentichiamo chi siamo. E ci ritroviamo ad osservare con sospettoso distacco ciò che ci circonda. E non ci arriva più niente. La corazza caratteriale che ci siamo così a fatica costruiti addosso, strato per strato, sofferenza dopo sofferenza, finisce per diventare talmente spessa da impedire anche al più audace raggio di sole di riuscire a penetrare. E ci ritroviamo schiacciati sotto il peso della stessa armatura. Sopraffatti dall’impossibilità di agire con quella sana e autentica leggerezza dell’essere. Quando, per ristabilire il contatto, basterebbe solo attingere all’energia bloccata, scrollarci di dosso paure e pensieri autolimitanti, insomma, riavvinarci alla nostra autentica “essenza”
12 aprile 2007
La vera essenza
A volte ci perdiamo. Dimentichiamo chi siamo. E ci ritroviamo ad osservare con sospettoso distacco ciò che ci circonda. E non ci arriva più niente. La corazza caratteriale che ci siamo così a fatica costruiti addosso, strato per strato, sofferenza dopo sofferenza, finisce per diventare talmente spessa da impedire anche al più audace raggio di sole di riuscire a penetrare. E ci ritroviamo schiacciati sotto il peso della stessa armatura. Sopraffatti dall’impossibilità di agire con quella sana e autentica leggerezza dell’essere. Quando, per ristabilire il contatto, basterebbe solo attingere all’energia bloccata, scrollarci di dosso paure e pensieri autolimitanti, insomma, riavvinarci alla nostra autentica “essenza”
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2 commenti:
Dovrò scrivere qualcosa che il “MIEL“ costume possa opprtunamente stabilire il giusto CONSENSO se no come nel TOPIC precedente, sotto pnding e vengo DENIEDED... allora sorella Vale scriverò solo HAI RAGIONE!... così il quieto vivere si crogiola con il benpensante!
That's it!
Schello®
ReMix your life®
www.gmunk.com
Sono qui, a far scivolare parole intorno a me come un morbido abbraccio che mi rassicura in questa folle scommessa con noi stessi..la vita.
La vita a volte è dura, altre fragile, altre assurdamente irreale una corsa frenetica di cui non vediamo il traguardo neanche forse quando muoriamo.
Siamo tanti, come una galassia, ma non siamo stelle e tanto meno brilliamo, siamo spenti, uniti nel buio della nostra solitudine come una stella che collassa, un buco nero.
Ci sentiamo unici, nati insieme alla storia, ma siamo un battito di ciglia di quest'ultima, tanti ci hanno preceduto e molti ne seguiranno, ma noi continuiamo a convivere con la nostra falsa fede ipocrita.
L'umanità è dannata persa nella proppria follia, dominata da un unico Dio " Danaro " che schiaccia a umilia individui e popoli non strategici, ma anzi ostacoli al dilagare della sua avidità.
Ma io credo nell'Uomo, la sua storia mi ha detto che ha fatto anche cose grandissime e bellissime, ognuno di noi ha dentro una stella che ogni tanto ci illumina il viso e ci fa toccare il cielo, ma invece di cercarla dov'è, continuiamo a scrutare un orizzonte nero...
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