04 aprile 2007

L'abbraccio

Siamo dipendenti dalla nascita. La sensazione primaria di beatitudine nel sentirci racchiusi e cullati tra le braccia di chi ti ama a prescindere, è qualcosa che probabilmente non smettiamo mai di ricercare. E così anche stanotte in quel letto immenso senza lui, Angy vorrebbe solo ritrovare il suo calore lungo ogni centimetro dalla sua morbida pelle come quando le dormiva addosso e i loro respiri si fondevano, i loro corpi si abbandonavano, le paure svanivano. Sogna quell’abbraccio primordiale che le consentiva di guardare il mondo che ti circonda senza alcuna timore dell’ignoto, senza filtri, senza barriere. Ma di quale universo parallelo sarà mai stato fatto prigioniero? “Ehi amore ma perché piangi, vieni qui…”. La sua mano le accarezza delicatamente i capelli mentre le sue labbra sono già sulle sue guance umide. “Ho fatto un sogno bruttissimo…” Finalmente i suoi occhi, ancora lucidi di disperazione, schiudendosi con timore ritrovano davanti a sé lo sguardo incantato del suo uomo che la guarda con lo stupore e la meraviglia di chi ritrova ogni volta la cosa più bella che ha.

1 commento:

Anonimo ha detto...

La "povera" Angy ( cerchaimo di non aglofonare anche i detersivi), si sarà sognata il calssico SENSO DI COLPA..afflitta dalle avance dell'altro, non respinte, eccola inscenare sull'alcova la sapiente Calenda greca stringendo il povero "cervo" ignaro e concubino, in un finale a crescere con lacrime di coccodrillo.
Riaddormentandosi la nostra eroina chiude adeguamente gli occhi sulla solita domanda senza risposta .."ma sono proprio così io?"

Disgressione______

Vale, ma in questo blog intervengo solo io?

cheers
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