Era un giorno come tanti. Un giorno vuoto e ovattato come la casa in cui viveva. Gli piaceva alzarsi in quella casa. Michela aveva portato via tutto. O quasi. In camera aveva lasciato solo il letto. Sebastiano lo aveva difeso con tutte le sue forze. I mobili, pero', erano usciti con lei. L'avevano seguita come gli internisti seguono il primario tra le stanze del loro primo ospedale. Se avesse potuto avrebbe sdradicato anche il parquet e forse anche qualcos'altro. Lo stereo lo odiava gia' da prima pertanto non fu difficile salvarlo. Era una fredda mattina di gennaio. Fuori la colonnina di mercurio indica 0°. Le previsioni dicono che forse oggi pomeriggio nevichera'. Sebastiano abita a Soho, un ridente e alla moda quartiere di Manhattan. Vive in una casa vuota, con un letto, un armadio a muro, uno stereo, un angolo cottura, un divano, un tavolo e 2 sedie. La sua storia comincia dalla fine come una videocassetta gia' vista ma che non si e' avuto la premura di riavvolgere e cosi' inavvertitamente ti vanno agli occhi alcune scene finali. La sua storia e' la storia di un sogno non realizzato per mancanza di fondi. [continua]
05 febbraio 2008
La casa vouta
Era un giorno come tanti. Un giorno vuoto e ovattato come la casa in cui viveva. Gli piaceva alzarsi in quella casa. Michela aveva portato via tutto. O quasi. In camera aveva lasciato solo il letto. Sebastiano lo aveva difeso con tutte le sue forze. I mobili, pero', erano usciti con lei. L'avevano seguita come gli internisti seguono il primario tra le stanze del loro primo ospedale. Se avesse potuto avrebbe sdradicato anche il parquet e forse anche qualcos'altro. Lo stereo lo odiava gia' da prima pertanto non fu difficile salvarlo. Era una fredda mattina di gennaio. Fuori la colonnina di mercurio indica 0°. Le previsioni dicono che forse oggi pomeriggio nevichera'. Sebastiano abita a Soho, un ridente e alla moda quartiere di Manhattan. Vive in una casa vuota, con un letto, un armadio a muro, uno stereo, un angolo cottura, un divano, un tavolo e 2 sedie. La sua storia comincia dalla fine come una videocassetta gia' vista ma che non si e' avuto la premura di riavvolgere e cosi' inavvertitamente ti vanno agli occhi alcune scene finali. La sua storia e' la storia di un sogno non realizzato per mancanza di fondi. [continua]
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento